Non avevo interessi.
Non riuscivo ad interessarmi a niente.
Non avevo idea di come sarei riuscito a cavarmela, nella vita.
Agli altri, almeno, la vita piaceva.
Sembravano capire qualcosa che io non capivo.
Forse ero un po’ indietro.
Era possibile.
Mi capitava spesso di sentirmi inferiore.
Volevo solo andarmene. Ma non c’era nessun posto dove andare. Il suicidio? Gesù Cristo un’altra faticata.
Avevo voglia di dormire per cinque anni di fila, ma non me lo permettevano.
Fonte: chivivefarumore
Ero attratto da tutte le cose sbagliate: mi piaceva bere, ero pigro, senza dio, senza idee politiche, senza ideali. Vivevo nel nulla; la mia era una non esistenza e a me andava bene così. Tutto questo non faceva certo di me un personaggio interessante, era troppo faticoso. Quello che volevo veramente ero uno spazio facile, indefinito dove vivere tranquillo. Volevo essere lasciato in pace.
Donne
Charles Bukowski
Charles Bukowski
Ora, mi sento come se stessi aspettando qualcosa che so non arriverà mai,
perché adoro illudermi e sperare, ti senti più vivo mentre lo fai.
Fonte: nonsichiudeunabissoconaria
Qualsiasi cosa, del resto, è una perdita e spreco di tempo: tranne fottere di gusto o creare qualcosa di buono o guarire o correr dietro a una specie di fantasma-amore-felicità. Tanto tutti finiamo nel mondezzaio della sconfitta: chiamala morte, chiamala errore. Io non son bravo con le parole. Direi però, dato che tutti ci s’adatta alle circostanze, che certe cose accrescono la tua esperienza, anche se magari non si tratta di saggezza. È possibile peraltro che uno resti per tutta la vita nell’ errore, vivendo in uno stato come d’intontimento o di paura. Ne avrete viste, di queste facce. Io ho visto la mia.
Storie di ordinaria follia
Charles Bukowski
Charles Bukowski
L’inferno era come te lo facevi tu.
Pulp
Charles Bukowski
Charles Bukowski
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