Finché non farò qualcosa che mi riabiliti ai miei occhi, mi porterò addosso per giorni questi umori acidi, questi sarcasmi automatici, questa desolazione in cui campeggia la mia ispirazione vacante, e la perdita del mio orgoglio. C’è in me qualcuno che mi ha abbandonato. […] La mia vita - che naufragio interiore, per le mie carenze, per colpa esclusivamente mia! Ho creato io stesso le condizioni ideali per rovinarla, ho elaborato il mio decadimento.
Fonte: nonlasciarmi
In fondo, faccio tutto quello che fanno gli altri, ma non lo faccio più in modo istintivo. È ciò che una volta ho definito “vivere senza convinzione”. Si provano più o meno gli stessi desideri e le stesse soddisfazioni degli altri, ma qualcosa si è spezzato; e se non c’è rottura c’è distacco; non si è più dentro, è impossibile identificarsi con un qualsiasi atto, eppure li si compie tutti, si fa esteriormente parte della società, anzi della folla. Ma si è visto dentro le cose, se ne è percepita la non realtà, la profonda vacuità. Si apre in continuazione un intervallo fra sé e l’atto, fra l’atto e la cosa. Si cessa per sempre di essere interi. Non si sarà mai più tutt’uno con ciò che si fa. Non vi sarà più saldatura fra il sé e l’essere. Perché non ci sarà mai più essere nell’antico senso della parola. Tutto è diventato apparenza? No. Ma più niente è, più niente assomiglia a quel che era prima. Non è il reale a essere trasfigurato, è il vuoto.
(via pulverem-reverteris)Emil Cioran
Fonte: pulverem-reverteris
Non appena si esce nella strada,
alla vista della gente,
‘sterminio’ è la prima parola
che viene in mente.
Fonte: portamisullestelle
L’essere davvero solo non è quello abbandonato dagli uomini, bensì quello che soffre in mezzo a loro, che si porta dietro il suo deserto nelle fiere e sfoggia i suoi talenti di lebbroso sorridente, di commediante dell’irreparabile.
Sommario di decomposizione
Emil Cioran
(via gianfrancopalmieri)
Fonte: gianfrancopalmieri
Smise di scrivere: non aveva più niente da nascondere.
Fonte: nonlasciarmi
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